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The Antiques Lover

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Palazzo Vertemate Franchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Zanetti   

Palazzo Vertemate Franchi
Varcando la soglia del palazzo Vertemate Franchi si ha la sensazione di fare un vero e proprio tuffo nel passato e nella vita della nobiltà tardo - cinquecentesca. Può sembrare sorprendente. Il palazzo è un esempio di architettura tipica del Cinquecento, ma raramente questa tipologia si trova nel territorio alpino. È una testimonianza della florida ricchezza della valle, dovuta all’artigianato e soprattutto al commercio, e dei suoi forti legami con le città più importanti dell’epoca.

Palazzo Vertemate Franchi, l'ingresso
Il palazzo è stato costruito nella seconda metà del 1500
dai fratelli Luigi e Guglielmo Vertemate Franchi, esponenti di una famiglia di ricchi commercianti nel settore della pietra ollare e della seta. Non ci sono documenti relativi alla storia della costruzione e ai nomi degli architetti e degli artisti che vi presero parte. Essi furono distrutti da una frana, che nel 1618 cancellò il borgo di Piuro. Due dipinti, posti nel corridoio del secondo piano del palazzo, raffigurano Piuro prima e dopo questo tragico evento e mostrano come, grazie alla sua posizione decentrata rispetto all’abitato, il palazzo sia rimasto illeso.

Palazzo Vertemate Franchi, interni
Il complesso è formato dall’edificio principale circondato da spazi verdi e da edifici secondari. Tra questi si trova una piccola chiesa costruita nel 1680 e dei rustici dedicati alle attività agricole. Il verde è diviso in zone che si sviluppano su diversi livelli. Il castagneto, il frutteto, l’orto e il vigneto, rappresentavano delle vere e proprie risorse alimentari. Il piccolo giardino all’italiana, formato da un parterre con siepi dal disegno geometrico e da una peschiera, è quasi una citazione dei giardini monumentali diffusi nel Lazio e nella Toscana. Il palazzo è costruito secondo le proporzioni della sezione aurea che accrescono l’impressione di imponenza e grandezza nonostante la semplicità della facciata esterna, priva di decorazioni. 

La sobrietà dell’esterno non lascia presagire il fasto che caratterizza l’interno. Le stanze, distribuite su tre livelli, sono riccamente decorate e completamente arredate. Visitandole si respira l’atmosfera della storia, ma anche si percepisce il calore di una casa ancora viva e abitata fino a pochi decenni fa.
La struttura interna è caratterizzata principalmente da due elementi decorativi. Da una parte, gli affreschi che ricoprono i soffitti e le pareti delle stanze del piano terreno e del secondo piano e che rappresentano, quasi esclusivamente, episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio. Dall’altra, gli arredi lignei fissi che sono protagonisti quasi in ogni stanza. I preziosi intagli dei soffitti gareggiano in bellezza con i sapienti intarsi delle pareti. Notevoli sono soprattutto le due stüe, stanze, tipiche della Valtellina, caratterizzate dalla presenza della stufa e dai rivestimenti in legno. In quella del piano terreno, chiamata sala di Giunone, la stufa è in maiolica verde di produzione tedesca, con formelle decorate con figure allegoriche. Il rivestimento delle pareti riproduce una struttura architettonica in cui sono inseriti i pannelli intarsiati. Sopra una delle porte è intarsiato il motto della famiglia, industria auget imperium. La stüa del piano ammezzato, chiamata camera di Napoleone, è di epoca settecentesca. Qui, nel legno chiaro che riveste soffitto e pareti, sono riprodotti i motivi decorativi rinascimentali, ma con un gusto che tradisce l’influenza francese. Gli arredi raccontano un’altra storia del palazzo. Nel 1879 la famiglia Vertemate si estinse e la propietà attraversò un periodo di abbandono. In questi anni venne probabilmente svuotata e poi lasciata al progressivo decadimento.

Palazzo Vertemate Franchi, camera da letto
Nel 1902 fu acquistata dell’antiquario milanese Napoleone Brianzi, che la riportò al suo antico splendore. Il Brianzi curò il restauro e riallestì l’arredamento. Sicuramente la maggior parte degli arredi non appartiene al corredo originario della villa, ma non è escluso che almeno qualche pezzo sia stato recuperato, come è avvenuto per la quadreria esposta nel corridoio del primo piano raffigurante i membri della famiglia Vertemate. Questa ipotesi è attendibile soprattutto per un inginocchiatoio, nella camera di Napoleone, e per una piccola panca, posta in uno dei corridoi. In entrambi è chiaramente leggibile lo stemma della famiglia Vertemate. In ogni caso gli arredi accompagnano la storia del palazzo dando testimonianza di ogni periodo. Gli armadi e le casse del Seicento, insieme ai vari arredi del Settecento e dell’Ottocento, ricreano la suggestione dei diversi secoli e delle diverse fasi che il palazzo ha attraversato.

  

 

Associazione Castelli e Ville
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Informazioni
Località Cortinaccio della frazione di Prosto, comune di Piuro (SO)
Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna. Tel.034337485
Castelli e Ville Aperti in Lombardia. Tel.0265589231
Dal 27 marzo al 1 novembre: tutti i giorni 10.00 - 12.00 e 14.30 - 17.30. Chiuso i mercoledì non festivi

Giovanni Giorgetta, Il palazzo Vertemate Franchi, Lyassis ed., Bergamo 1997

 
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